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vs
Mi è sembrato interessante pubblicare un'intervista di Jenner Melletti(Repubblica ) su cristiani e musulmani che cambiano fede che fa luce su due metà del campo del tutto asimmetriche.
Gli ex cristiani si mostrano e hanno voglia di raccontarsi, gli ex musulmani sono di fatto clandestini e hanno paura.
“Certo qui non è applicabile agli apostati la pena di morte, ma chi lascia l'islam viene abbandonato da tutti”
Un anonimo monaco benedettino:
“Si, ho battezzato un musulmano. E' stato lui a cercare me. Voleva conoscere meglio Gesù Cristo e gli ho detto che se voleva diventare cristiano il cammino sarebbe stato lungo e difficile ma che sarei stato al suo fianco.
Chi vuole diventare cattolico deve infatti seguire il Rica, rito di iniziazione cristiana degli adulti. Dura tre anni.
Ora Omar è un cristiano felice e, come tutti gli ex musulmani che hanno scelto la Chiesa di Roma, pieno di paura. (Omar è infatti un nome inventato)
Anche chi battezza un musulmano può essere indicato come un nemico.
Con l'apostasia non si scherza. In tanti paesi arabi è prevista la pena di morte. Ci possono essere ritorsioni e vendette anche sulla famiglia del convertito, nel paese d'origine”.
L'ex musulmano Omar vive in un paese del Veneto e dice:
“Ero attratto dal profeta Gesù,volevo conoscerlo meglio. Per questo ho cercato il monaco benedettino. Assieme a lui ho letto il vecchio e il nuovo testamento,ho studiato i precetti della chiesa. Ho capito che gesù è figlio di Dio.
Nessuno a casa sapeva della mia scelta. Anch'io sono stato battezzato il Sabato santo come gli altri catecumeni.
Fino ad oggi ho provato una sola delusione: credevo che i cristiani fossero più preparati, che conoscessero meglio i punti fondamentali di quella che oggi è anche la mia religione. E che fossero più coerenti.
Forse è più facile trovare pentiti di mafia che musulmani convertiti!
Nella fase di conversione sul soggetto c'è una pressione fortissima. Parenti o amici chiamano la famiglia d'origine e raccontano che il loro figlio o nipote si è messo a leggere la bibbia e guarda in televisione le trasmissioni sugli evangelici. Proprio ieri ho saputo che a Verona un convertito è stato buttato fuori casa dalla famiglia e che altri hanno perso il lavoro.
Verso gli ex musulmani partono anche delle fatwe che per fortuna qua in italia non si concretizzano ma che hanno l'effetto di terrorizzare i neofiti o almeno di escluderli dalla comunità islamica.
Convertirsi al Cristo non significa passare da una cultura ad una cultura migliore.
Si passa invece da una religione al Cristo vivente e i Cristiani hanno il dovere di accogliere chiunque venga al Salvatore”.
Pieni di numeri, e di voglia di raccontare, sono invece i cattolici italiani convertiti all'islam.
“Solo qui a Bologna- dice Andrea Abu Yassin Merighi, 40 anni, della moschea An-nur – dal 1998 ad oggi almeno 1000 ex cattolici, praticanti e non, hanno fatto la sahahada, la testimonianza di fede.
Io sono musulmano da 1997 e non sono un “convertito” . Noi non usiamo questo termine. Secondo l'islam tutti nascono musulmani poi magari praticano altre religioni per poi ritrovare la fede in Allah,il solo Dio.
Noi parliamo di ritorno non di conversione.
Da noi non ci sono preti, il rapporto con Dio è diretto. E' così che sono diventato Abu Yassin.
In famiglia ci sono stati stupore e sconcerto, poi mi hanno compreso. Certo, tanti amici li perdi e sopratutto tante amiche. Da buon musulmano puoi frequentare solo la fidanzata e la moglie e non altre donne.
Daniele Mohammed Nadir Parracino 50 anni ha incontrato l'islam in Egitto, dove era andato a montare celle frigorifere.
“Io sono stato in collegio dai salesiani, facevo anche il chierichetto con la cotta e il girello. Non mi piaceva la confessione, non mi piacevano i preti che predicavano bene e che poi facevano tutt'altro. Il ritorno all'islam per la mia famiglia è stato un dramma. Mia madre, la prima volta che mi ha visti prostrato a terra in preghiera mi ha detto: “spero che tu muoia mentre preghi”. Io le ho risposto: magari. Chi muore pregando va in paradiso. Nell'islam ho trovato il vestito della mia misura.
La paura dei musulmani convertiti al cattolicesimo? “ tutta invenzione. Non sono come i pentiti di mafia che possono spifferare chissà cosa.
La loro non è conversione è un passo indietro. Forse la chiesa cattolica ha dato direttive perchè dichiarino questa loro paura. Ma non c'è caccia al rinnegato”.
Nella moschea An Nur le certezze abbondano. “ chi fa il passo indietro non era musulmano nemmeno prima”.
Sono conversioni discrete di cui non si parla. Ma avvengono e non implicano nessuna provocazione. La fede si vive in silenzio, non tra agitazione e spettacolo.
